...una chiamata, improvvisa, inaspettata: "abbiamo notato delle anomalie nella sua risonanza magnetica cerebrale... non si preoccupi, nulla di preoccupante... ma la prossima settimana verrà sottoposto, con urgenza, a una risonanza magnetica con mezzo di contrasto".La sentii bussare alla porta di casa e bisbigliare il mio nome.Non ebbi paura; fino a quel momento la mia vita era stata un'avventura dietro l'altra: viaggi, gare, scoperte, persone fantastiche, avventure, sconfitte e vittorie clamorose...
Nella peggiore delle ipotesi mi sarebbero potuti mancare pochi mesi di vita... iniziai a pensare a come massimizzare il poco tempo che eventualmente avrei potuto trascorrere cercando di trasmettere tutto quello che avevo imparato; come manifestare il giusto riconoscimento a chi mi aveva permesso di dare valore alla risorsa più scarsa e preziosa a nostra disposizione: il Tempo.Quel giorno, effettivamente, sono morto.Proprio per quel motivo ho afferrato la vita con quanta più forza avevo a disposizione.
La domanda che mi pongo ancora oggi è sempre la stessa: da dove arriva questa determinazione, questa forza che ritrovo tra le mani anche quando sono in ginocchio?Per due giorni ho vissuto in una specie di gabbia in cui stavo maledettamente stretto...
...per fortuna due soli giorni perché avevo già prenotato un appuntamento per mia madre da quello che sarebbe poi diventato un grande amico, il Dott. Michele Conti.
E questo è solo l'inizio di un'avventura ancora più rocambolesca.
…due giorni dopo…Il dottore, osservando la risonanza disse:
"ci sono diversi segni, vedi... potrebbero essere dovuti al fatto che hai corso molto in quota... tranquillo, non c'è traccia di tumori, ma vai a fare la risonanza come ti hanno indicato, per sicurezza".Tutti quei piccoli segni sembravano fuochi d'artificio.
Amo i fuochi d'artificio e amo correre in alta quota per cui la voce che sussurrava il mio nome, la sua ombra, era svanita nel nulla...La risonanza non mi faceva più paura.Un paio di incidenti in moto e in auto...
Alcuni combattimenti sul ring mi avevano costretto ad aspettare alcuni minuti, dopo la fine dell’incontro, prima di essere in grado di stare in piedi senza che il mondo girasse come una trottola...
Correre in quota e giocare con "l'aria sottile" era fantastico....ero tranquillo... forse quelli erano "semplicemente" i segni che il divertimento puro mi aveva lasciato.
Ero quindi pronto ad affrontare tutto, sicuro che non sarebbe stato un colpo da KO.L'attesa non fu quindi tesa come i due giorni di completo black out.
Nessun tipo di preparazione, avventura, sfida al limite della fisica, del fisico e della mente, avrebbe potuto prepararmi a quello che avrei dovuto affrontare di li a poco.
Ancora oggi mi domando come sia stato possibile mantenere quella calma, quel controllo, in quei due giorni di attesa prima della risonanza magnetica con mezzo di contrasto.Ancora oggi, dopo tutto quello che ho passato, mi stupisco di come sia in grado di surfare onde così maestose, addirittura violente... mantenendo il sorriso, trovando sempre il gusto della sfida.
Il giorno della risonanza.Più che preoccupato, ero, come al solito, curioso; con il mezzo di contrasto avrebbero esplorato le dinamiche del mio cervello.
Il cervello e la mente erano argomenti che avevano, per vari motivi, già attirato la mia attenzione per cui già mi immaginavo estendere le mie ricerche in chissà quale direzione…Primo round senza mezzo di contrasto.
Secondo round con iniezione.
Una volta finito il ciclo la radiologa mi invitò a sedermi con un’aria seria e preoccupata.Un momento… pensai, non ci sono tumori… quindi non sarà nulla che non possa gestire.
Indicando le immagini disse: “vedi questi segni Emanuele, sono delle cicatrici, sono danni a livello cerebrale; si tratta di una malattia molto grave, degenerativa e non esistono cure”.
Io risposi, con aria quasi sollevata: “quindi non ho un tumore, non morirò tra pochi mesi, corretto?”
Lei mi guardò sorpresa dalla mia reazione e disse: “certo che non morirai….”
La incalzai subito dicendo: “quindi potrò continuare a correre e a mantenere il mio stile di vita?”
Rispose: “certo, assolutamente! Anzi, l’alimentazione, l’attività fisica e lo stile di vita sono da considerarsi parte della cura”.
Ancora stupita mi consigliò una dieta sviluppata da una dottoressa americana, affetta da sclerosi multipla, che le aveva permesso di passare dalla sedia a rotelle a condurre una vita quasi normale.Ovviamente non sapevo nulla di questa malattia…
Il giorno della risonanza.Più che preoccupato, ero, come al solito, curioso; con il mezzo di contrasto avrebbero esplorato le dinamiche del mio cervello.
Il cervello e la mente erano argomenti che avevano, per vari motivi, già attirato la mia attenzione per cui già mi immaginavo estendere le mie ricerche in chissà quale direzione…Primo round senza mezzo di contrasto.
Secondo round con iniezione.
Una volta finito il ciclo la radiologa mi invitò a sedermi con un’aria seria e preoccupata.Un momento… pensai, non ci sono tumori… quindi non sarà nulla che non possa gestire.
Indicando le immagini disse: “vedi questi segni Emanuele, sono delle cicatrici, sono danni a livello cerebrale; si tratta di una malattia molto grave, degenerativa e non esistono cure”.
Io risposi, con aria quasi sollevata: “quindi non ho un tumore, non morirò tra pochi mesi, corretto?”
Lei mi guardò sorpresa dalla mia reazione e disse: “certo che non morirai….”
La incalzai subito dicendo: “quindi potrò continuare a correre e a mantenere il mio stile di vita?”
Rispose: “certo, assolutamente! Anzi, l’alimentazione, l’attività fisica e lo stile di vita sono da considerarsi parte della cura”.
Ancora stupita mi consigliò una dieta sviluppata da una dottoressa americana, affetta da sclerosi multipla, che le aveva permesso di passare dalla sedia a rotelle a condurre una vita quasi normale.Ovviamente non sapevo nulla di questa malattia…
Esami su esami, visite neurologiche, ma soprattutto gli effetti collaterali dei farmaci, che mi misero in ginocchio più di una volta, mi spinsero a cercare una soluzione.Se questa ricerca mi aveva portato al Don Gnocchi di Milano, dove ho trovato un team di Professionisti e Persone Eccezionali che mi hanno portato a uno stile di vita migliore e a una dieta decisamente più gustosa ed efficace, mi portò oltre le cure “standard”.
Se i farmaci in uso, seppure in continua evoluzione, si occupano solo di intercettare e di modificare la malattia.
Una metodica ricerca per soluzione innovative mi ha portato a selezionare numerose cliniche, pubbliche e private, dal Messico alla Corea del Sud, passando per la Svizzera, la Turchia, la Serbia e la Polonia per spingermi fino in Russia e in Corea del Sud.Ho inviato la documentazione medica, i referti e le ho discusse con i neurologi e i loro team per la corretta valutazione della mia condizione e per propormi i loro trattamenti a base di cellule staminali.Con il supporto di professionisti e dei miei fantastici amici sono stato in grado di selezionare la soluzione migliore sia dal punto di vista logistico, sia dalla tipologia di trattamento proposto.Il costo è decisamente elevato perché si parla di quasi 40.000 euro ma sono trattamenti che, sebbene siano “fuori standard”, vengono effettuati da più di 10 anni seguendo parametri di sicurezza riconosciuti a livello europeo e degli USA.Proprio per questo ho attivato una campagna di raccolta fondi grazie a Gofundme.Questa ricerca, decisamente complessa sia per la tipologia di argomento, sia per il fatto che mi ha portato a ripetere continuamente le difficoltà che incontro quotidianamente, è stata notata, oltre che dalla stampa locale, anche da PresaDiretta di Rai3 che andrà in onda il 01/03/2026 alle ore 20:30.Malattia incurabile? La metterò KO.
Tramite Gofundme o Bonifico bancario
IBAN: IT71U0359901800000000158723
Intestatario: Emanuele Rossi
Causale: Donazione per cure mediche